NEWs

INFOCOVID-19

Webinar Sabato 24 ottobre ore 15

Inserire la propria mail al seguente link dell’evento, in tal modo si riceverà l’invito per accedere gratuitamente:

https://app.livestorm.co/didasko-cooperativa-sociale-s-c-s/info-covid-19

Il TEAM WinJob esperti nella promozione della salute e del benessere delle persone, in collaborazione con FARMACIAPERTE, nell’ambito del programma “La Farmacia del Buon Vivere On Demand” – Servizi per la promozione di una vita sana, vi invita a partecipare al primo Webinar gratuito sulla tematica del nuovo coronavirus con il fine di analizzare e comprendere la pandemia Covid-19, prevenendo il contagio per sé e per gli altri, cercando di affrontarla nelle migliori condizioni di salute possibili. È la consapevolezza delle criticità che permette di opporsi in modo efficace e responsabile a questa difficile fase della nostra vita.

Inserire la propria mail al seguente link dell’evento, in tal modo si riceverà l’invito per accedere gratuitamente:

https://app.livestorm.co/didasko-cooperativa-sociale-s-c-s/info-covid-19

________________________________________________________________________________________________________

12 ottobre 2020

ASSENTEISMO SUL LAVORO: PROBLEMI E POSSIBILI SOLUZIONI

L’assenteismo può essere legato alle politiche aziendali, alla qualità dell’ambiente di lavoro e all’insoddisfazione dei dipendenti.

In un’azienda si possono manifestare tre tipologie di assenteismo:

  1. Presenzialismo: il dipendente è presente in azienda ma è costantemente distratto
  2. Assenteismo ingiustificato e senza avviso: il dipendente si assenta dal lavoro senza preavviso e non giustifica l’assenza stessa con certificati
  3. Assenteismo giustificato: il dipendente osserva le regole aziendali, è la tipologia più corretta che possa manifestarsi

Quali sono fattori più ricorrenti dell’assenteismo?  1) Depersonalizzazione del lavoro, bassa autostima e scarsa motivazione 2) Stress Lavorativo privo di gratificazioni.

L’ambiente lavorativo può avere un impatto sul benessere psicologico e fisico del lavoratore. Il lavoratore non può raggiungere risultati attesi senza gli strumenti necessari. Il modello di leadership carente è una causa importante di assenteismo sul luogo del lavoro, dare l’esempio è molto importante, ed è anche molto importante è trovare l’equilibro tra autorevolezza e guida costruttiva.

I lavoratori demotivati influenzano negativamente anche le prestazioni di chi hanno a fianco. Qualità e quantità del lavoro possono essere raggiunti simultaneamente.

La soluzione per ovviare al presenzialismo e all’assenteismo ingiustificato è implementare un buon piano di Welfare Aziendale personalizzato in base alle esigenze dei propri dipendenti, i cui costi godono dell’esclusione da imposizione sul reddito di lavoro dipendente e sono interamente deducibili ai fini IRES.

Attuando piani di Welfare Aziendale insieme a programmi di prevenzione promozione della salute, personalizzati in base alle esigenze dei propri dipendenti, l’azienda può raggiungere molteplici obiettivi, tra i quali minor assenteismo e maggiore produttività, godendo anche dell’esclusione da imposizione sul reddito di lavoro dipendente e deducibilità ai fini IRES.

________________________________________________________________________________________________________

10 settembre 2020

Priorità alla salute: una sana opportunità di crescita

La pandemia Covid-19 ha avuto e continua ad avere ripercussioni sulle comunità ed economie di tutto il mondo. Recentemente il Fondo Monetario Internazionale ha aggiornato le stime di crescita per il 2020 prevedendo una contrazione del PIL mondiale del 4,9%. Il Covid-19 ha necessariamente posto la salute all’ordine del giorno delle aziende, le quali si sono adattate al lavoro a distanza, hanno riconfigurato gli spazi di lavoro fisici, rivisto la logistica e le reti di approvvigionamento e modificato le procedure operative per fronteggiare gli effetti della pandemia. In precedenza non si era mai manifestata in maniera così eclatante la relazione diretta tra lo stato di salute della popolazione globale e la prosperità economica.

Ma il costo cronico della cattiva salute, sebbene meno ovvio, è molto più elevato. Nello studio del McKinsey Global Institute del luglio 2020, “Prioritizing Health: A prescription for prosperity”, vengono esaminati i possibili interventi e calcolati i benefici economici e sociali conseguenti alla diminuzione dei decessi prematuri e delle disabilità e quelli correlabili al miglioramento del benessere dei lavoratori.

Lo studio stima che i costi legati a condizioni di salute precarie riducono il PIL mondiale del 15% ogni anno, a seguito di morti premature e perdita di potenziale produttività tra la popolazione in età lavorativa. A seguito dell’applicazione di un piano di azioni rivolto a incrementare la salute e il benessere delle popolazioni, nei prossimi vent’anni il PIL globale potrebbe crescere di 12.000 miliardi di dollari ed in Italia tale vantaggio potrebbe raggiungere i 235 miliardi di dollari; centinaia di milioni di morti potrebbero essere evitate con il raggiungimento di una migliore salute in tutta la popolazione globale.

Il report del McKinsey Global Institute esamina il panorama fino al 2040 in 200 Paesi, con il fine di focalizzare le possibilità d’azione in ambito sanitario e con la stesura di stime sviluppate a livello regionale e globale.

Per quantificare l’impatto economico correlato all’incremento dello stato di salute, lo studio si è basato su di una previsione della forza lavoro della popolazione fino al 2040, incorporando l’impatto dei miglioramenti della salute per fascia d’età e traducendo la loro ricaduta sulla popolazione in partecipazione e produttività in ambito lavorativo; sono state quantificate le conseguenti ricadute positive sul PIL attraverso l’analisi di quattro direttrici principali:

  1. riduzione delle morti premature;
  2. riduzione dei tassi di disabilità tra la forza lavoro potenziale;
  3. incremento della partecipazione al mercato del lavoro tra persone anziane più sane, caregivers informali e persone con disabilità;
  4. incremento della produttività di una forza lavoro più sana.

La stima dell’impatto su ciascuno di questi canali è stata effettuata tramite l’analisi di ricerche accademiche, ove disponibili, e di testate effettuata da un gruppo di esperti economisti.

Dal report si possono rilevare interessanti evidenze, che possono essere sintetizzate come segue:

  • Si prevede che la pandemia Covid-19 e le sue ripercussioni, come le misure di protezione adottate per controllare la diffusione del virus, ridurranno il PIL globale dal 3 all’8% nel 2020, ma ogni anno i costi conseguenti a condizioni di salute precarie graveranno per quasi il doppio.
  • A seguito della disponibilità diffusa dei mezzi fin d’ora utilizzabili, nell’arco dei prossimi venti anni sarebbe riducibile del 40% la diffusione delle patologie a livello mondiale (global disease burden), con la stima che nel 2040, un 65enne potrebbe presentare condizioni di salute simili a un 55enne dei nostri giorni, la mortalità infantile potrebbe diminuire del 65%, il divario in termini di disuguaglianza sanitaria ridursi e potrebbero vivere 230 milioni di persone in più.
  • Le innovazioni tecnologiche riconducibili a farmaci di nuova generazione, procedure, dispositivi medici, tecnologie e modelli di somministrazione potrebbero ridurre l’impatto delle patologie di un ulteriore 6-10%.
  • Uno stato di salute più diffuso permetterebbe di aumentare di 12.000 miliardi di dollari il PIL globale entro il 2040, un incremento dell’8% che conduce ad una crescita annua aggiuntiva dello 0,4%. La metà di questi vantaggi economici su base annua sarebbero conseguenza di una forza lavoro più numerosa e in salute. Il restante vantaggio deriverebbe da una maggiore produttività, a seguito della riduzione delle patologie croniche e all’impiego di persone che attualmente sono estromesse dal mondo del lavoro per motivi di anzianità, disabilità o perché impegnate in assistenza sanitaria informale.
  • Il perseguimento di un miglioramento dello stato di salute generale potrebbe offrire un potenziale beneficio economico incrementale da $ 2 a $ 4 per ogni $ 1 investito.
  • Oltre il 70% dei guadagni in termini di salute potrebbero essere ottenuti dalla prevenzione creando ambienti più puliti e sicuri, incoraggiando comportamenti più sani e affrontando i fattori sociali che stanno alla base di questi, oltre ad ampliare l’accesso ai vaccini e alla medicina preventiva. Il restante 30 per cento deriverebbe dal trattamento di malattie e condizioni acute con terapie collaudate, compresi i farmaci e la chirurgia.

Per quanto riguarda le proiezioni per il nostro paese, il report del McKinsey Global Institute evidenzia che il carico delle malattie conseguente a condizioni di salute precarie e delle morti premature potrebbe essere ridotto entro il 2040 di circa il 32%, permettendo un innalzamento del PIL dell’11%, corrispondente a 235 miliardi di dollari. Una quota consistente dei vantaggi economici sarebbe attribuibile ad un incremento della partecipazione al mondo del lavoro da parte della popolazione più anziana, anche a seguito della riduzione della richiesta di assistenza informale (caregivers).

L’incremento della produttività sul posto di lavoro potrebbe realizzarsi per effetto dell’implementazione delle politiche di prevenzione e trattamento dei disturbi depressivi e dell’emicrania nella popolazione in età lavorativa, così come vantaggi si potrebbero ottenere dalla flessione dell’assenteismo correlato a problematiche di lombalgia. Ulteriori benefici deriverebbero dalla riduzione delle morti premature a seguito dell’attuazione di strategie più efficaci per la prevenzione delle malattie cardiovascolari combinando la cultura di uno stile di vita sano, il supporto al cambiamento comportamentale e la medicina preventiva.

Il report del McKinsey Global Institute offre un considerevole spunto di riflessione su come l’attenzione alla salute non possa che rappresentare una priorità assoluta per poter avere una vera opportunità di crescita a livello globale con il raggiungimento degli obiettivi descritti nel report. Risulta di tutta evidenza la necessità di spostare la programmazione della spesa verso le attività rivolte alla prevenzione con il coinvolgimento, oltre che dei sistemi sanitari, anche di ogni singola organizzazione e singolo individuo. Prevenire significa avere la possibilità di ridurre le spese e generare elevati ritorni economici per tutta la collettività, tutto ciò richiede profondi cambiamenti ed una maggiore responsabilizzazione a tutti livelli.

La prevenzione delle malattie è notoriamente meno onerosa della loro cura, ma per poterla sostenere sarà necessario dedicarle adeguate risorse economiche, con un mutamento delle strategie di erogazione dell’assistenza sanitaria. Tuttavia, trasferire la spesa a favore della prevenzione richiede cambiamenti sostanziali nelle modalità di erogazione dell’assistenza sanitaria e nella gestione delle strutture che sostengono le persone a crescere, lavorare e invecchiare in modo sano.

1 Report McKinsey Global Institute Prioritizing Health: A Prescription for Prosperity, July 8, 2020.

________________________________________________________________________________________________________

Prevenzione e promozione della salute sul posto di lavoro per lo sviluppo sostenibile

Secondo il Health at a Glance Europe 2016, nell’Unione europea, circa 555 000 persone di età compresa tra 25 e 64 anni sono decedute per le principali malattie non trasmissibili (NCD) nel 2013, corrispondente a un tasso di circa 200 per 100.000 abitanti in questa fascia di età. Supponendo che queste persone sarebbero state impiegate fino a 65 anni allo stesso tasso di occupazione del resto della popolazione, la potenziale perdita associata per l’economia è stimata in circa 3,4 milioni di anni di vita potenzialmente produttiva nei 28 paesi dell’UE nel 2013 che corrisponde a un tasso di 1236 anni di vita produttiva per 100.000 abitanti in quella fascia di età. Sulla base delle retribuzioni medie annue dei lavoratori nei paesi dell’UE di circa 33800 euro, ciò equivale a 115 miliardi di euro di potenziali perdite economiche ogni anno (pari allo 0,8% del PIL nell’Unione europea). La maggior parte dei decessi prematuri dovuti a malattie non trasmissibili era dovuta a persone di età compresa tra 45 e 64 anni. Nel 2013, circa 508000 persone di età compresa tra 45 e 64 anni sono morte a causa di malattie non trasmissibili nell’UE. Ciò corrisponde a una perdita di circa 2,5 milioni di anni di vita potenzialmente produttivi.  Per le sole malattie cardiovascolari, le perdite di produttività sono stimate a 54 miliardi di euro/anno. 

All’origine delle più importanti malattie croniche si individuano fattori di rischio modificabili quali l’alimentazione insalubre, la sedentarietà, il tabagismo e l’abuso di alcol. I lavoratori affetti da patologie croniche presentano possibili ridotte prospettive occupazionali e di guadagno in relazione sia al maggior rischio di perdita del lavoro, sia a maggiori difficoltà di reinserimento. La promozione della salute presenta delle ricadute di carattere generale e costituisce un pilastro fondamentale per il raggiungimento del benessere sociale ed economico di tutta la comunità. Il mutamento demografico costituisce una delle prove più impegnative cui far fronte nei prossimi anni in ambito lavorativo, con un consistente aumento percentuale dell’età media dei lavoratori. La promozione della salute nel contesto lavorativo si configura come un come un proficuo investimento con la finalità di incrementare il benessere psico-fisico dei lavoratori.

L’economia del benessere e la crescita sostenibile sono strettamente interconnesse e il miglioramento dello stato di salute conduce ad esiti che si posizionano oltre il semplice incremento del prodotto interno lordo, in quanto la promozione della salute si configura più efficace della cura delle patologie manifeste.

La longevità costituisce una potenzialità per l’economia e il mercato del lavoro, ma necessita di adeguate azioni di sostegno che permettano la partecipazione attiva nella società e nel mondo del lavoro nella maniera più estesa possibile. La promozione della salute negli ambienti di lavoro presenta un importante valore aggiunto in quanto essi costituiscono dei veri e propri universi relazionali in cui gli individui passano la gran parte del loro tempo e, quindi, le iniziative relative ai determinanti sanitari sul luogo di lavoro sono importanti per promuovere il benessere dei lavoratori.

Il luogo di lavoro costituisce l’ambiente ottimale per incoraggiare uno stile di vita sano e concorrere al miglioramento della salute tra i lavoratori di una azienda. La prevenzione e la promozione di stili di vita sani (attività fisica, educazione alimentare, limitazione dell’uso di alcol, contrasto al tabagismo, ecc.) costituisce la migliore attività di contrasto all’insorgenza delle malattie croniche e di supporto alla sostenibilità e resilienza delle aziende e dei sistemi sanitari.

La Rete europea per la promozione della salute nei luoghi di lavoro (ENWHP) costituisce una piattaforma per tutte le parti interessate al miglioramento della salute nel luogo di lavoro e impegnate a lavorare per realizzare la sua mission che si traduce nel motto “lavoratori sani in organizzazioni sane”, sviluppando e incoraggiando buone pratiche di salute, che a loro volta contribuiscono allo sviluppo economico e sociale sostenibile in Europa.

WinJob (membro dell’ENWHP) è il progetto che accompagna l’azienda nella creazione, sviluppo, promozione ed esecuzione di programmi di Corporate Wellness e Welfare Aziendale portando il Benessere in azienda. Il Team WinJob, attraverso competenze multidisciplinari, si propone come promotore di proposte ed attività finalizzate al raggiungimento di un ambiente lavorativo in grado di implementare il benessere e la salute dei lavoratori, proponendo il sostegno alla persona per mezzo di programmi educazionali e di prevenzione basati sui corretti stili di vita, sulla valutazione clinico-diagnostica e su piani di welfare aziendale.

Sui programmi di Workplace Health Promotion (WHP) alcuni membri del Team di WinJob (Elisabetta Calvo, Dante Alpi e Martina Dominici), presenteranno alla prossima 26° Conferenza della Rete PGV “L’Europe est-elle la bonne échelle pour que les acteurs et les parties prenantes puissent relever les défis du futur ?”, grenoble, Francia 10-12 Settembre 2020, un’analisi della letteratura scientifica più recente sull’argomento (revisioni sistematiche e pubblicazioni) e si riportano i favorevoli dati di un’interessante caso di studio relativo alla WHP applicata all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (OPBG), attraverso l’azione intrapresa su tre specifiche aree d’azione (benessere psicologico, promozione della salute ed ergonomia sul posto di lavoro). Nell’articolo si sostiene la necessità di considerare ciò che genera salute, anziché concentrarsi solo sui limiti e sulle cause della malattia; in tal modo si possono identificare soluzioni diverse e risorse per la salute. L’applicazione di una “visione salutogenica” al contesto lavorativo permetterebbe di enfatizzare i punti forza dell’uomo e non solo le sue debolezze, le capacità e non i limiti, il benessere e non la malattia.

________________________________________________________________________________________________________

#iorestoacasa, CONSIGLI NUTRIZIONALI DURANTE L’EMERGENZA CORONAVIRUS

In tempi di Coronavirus il Team WinJob ritiene utile condividere informazioni attendibili al fine di contrastare nel modo più efficace possibile l’emergenza che stiamo vivendo. L’indicazione data dalle autorità, per combattere l’emergenza sanitaria da Coronavirus, invita la popolazione a rimanere il più possibile a casa per ridurre le possibilità di contagio. Un piccolo contributo pensiamo di fornirlo segnalando l’iniziativa di Smarfood, programma di comunicazione in scienze della nutrizione dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia), che ha individuato dei consigli Smart in ambito nutrizionale per tutti gli italiani che dovranno rivedere il proprio modo di vivere, trascorrendo molta parte del proprio tempo in casa al fine di mantenersi in salute.

  • Continua a fare una spesa intelligente! Non c’è alcun bisogno di fare scorte eccessive di cibo, soprattutto di biscotti, dolci e prodotti da forno salati! Evita il più possibile gli sprechi!
  • Acquista prodotti freschi come frutta e verdura: fai in modo di avere a disposizione, se possibile, almeno due porzioni al giorno di frutta e due di verdura.
  • Con la farina integrale possiamo preparare del pane fatto in casa, un’ottima idea per coinvolgere anche i più piccoli.
  • La carne, in un’alimentazione sana, è consigliata da 0-3 volte a settimana, le scorte di cotolette e di altri prodotti pronti a base di carne non trovano alcuna giustificazione nemmeno dal punto di vista nutrizionale. Non è necessario neanche fare scorte di salumi.
  • Non dimentichiamoci del pesce! Anche quello surgelato è adeguato, mantiene caratteristiche nutrizionali paragonabili al fresco. Il pesce conservato è ricco di sale, ma una volta a settimana può essere consumato, meglio preferire lo sgombro in scatola che rispetto al tonno conserva gli omega-3.
  • Tra le altre fonti proteiche, includi nella tua alimentazione i formaggi, meglio freschi e magri, e le uova.
  • Per aderire ad un’alimentazione sana tieni sempre presente il modello del piatto SMART! Non esagerare con le porzioni, specie se il tuo stile di vita in questo periodo sarà maggiormente sedentario.
  • Mettiti alla prova! Sperimenta nuovi abbinamenti di spezie ed erbe aromatiche per dare sapore ai tuoi piatti, puoi provare anche con succo o scorza di limone o arancia per limitare il consumo di sale. Studi dimostrano come siano sufficienti circa dieci giorni per disabituare il palato ad un gusto eccessivamente sapido o dolce.
  • Attenzione ai vizi, non fumare e segui le raccomandazioni per una sana alimentazione che invitano a non bere. Se si vuole consumare alcol, non si deve superare 1 unità alcolica al giorno per la donna e 2 per l’uomo (1 unità alcolica corrisponde ad un bicchiere di vino dal 125 ml o ad una birra da 330 ml).
  • Approfitta dei minori impegni quotidiani per cenare prima del solito alla sera, in modo da allungare il più possibile la finestra di tempo tra il pasto serale e la prima colazione.

https://smartfood.ieo.it/food-science/evidenze-e-news/consigli-nutrizionali-attivita-in-casa-emergenza-coronavirus/


21 marzo 2020

#iorestoacasa – CONSIGLI PER LE ATTIVITA’ DA FARE IN CASA DURANTE L’EMERGENZA DA CORONAVIRUS

Esiste un legame diretto tra la quantità di attività fisica e la speranza di vita, ragione per cui le popolazioni fisicamente più attive tendono a essere più longeve di quelle inattive. È quanto delineano le “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione” (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2828_allegato.pdf), redatte a cura del Ministero della Salute. Le linee di indirizzo sottolineano la rilevanza dell’attività fisica per la popolazione generale e la necessità che tutti pratichino attività fisica, soprattutto integrata nella vita quotidiana.

Nella Regione europea dell’OMS l’inattività fisica è responsabile ogni anno di un milione di decessi (il 10% circa del totale) e di 8,3 milioni di anni persi al netto della disabilità (Disabilityadjusted life years, DALY). Si stima che siano imputabili all’inattività fisica il 5% delle affezioni coronariche, il 7% dei casi di diabete di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori del colon. Inoltre, molti paesi della Regione hanno visto aumentare, negli ultimi decenni, le percentuali relative al numero di persone sovrappeso e obese. In 46 paesi (l’87% della Regione), oltre la metà degli adulti sono sovrappeso od obesi.

In tempi di Coronavirus il Team WinJob ritiene utile condividere informazioni attendibili al fine di contrastare nel modo più efficace possibile l’emergenza che stiamo vivendo. L’indicazione data dalle autorità, per combattere l’emergenza sanitaria da Coronavirus, invita la popolazione a rimanere il più possibile a casa per ridurre le possibilità di contagio. In piccolo contributo pensiamo di fornirlo segnalando l’iniziativa di Smarfood, programma di comunicazione in scienze della nutrizione dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia), ha individuato dei consigli Smart in ambito motorio per tutti gli italiani che dovranno rivedere il proprio modo di vivere, trascorrendo molta parte del proprio tempo in casa al fine di mantenersi in salute.

Cerca di mantenerti fisicamente attivo come meglio puoi!

Anche se ti ritrovi a passare il tuo tempo in uno spazio piuttosto limitato, sono tante le cose che puoi fare in casa per incrementare il movimento:

1.           se lavori al pc da casa, ogni tanto fai una pausa, sgranchisci le gambe, fai due passi e magari qualche esercizio di stretching;

2.           se hai una cyclette o un tapis roulant, togli polvere e vestiti e inizia (o continua) ad usarli per fare un po’ di attività cardio. Parti da un’intensità bassa ed aumenta gradualmente, fai la stessa cosa anche per il tempo che dedichi a questa attività;

3.           molti istruttori di fitness o di altre discipline sportive stanno proponendo dei video per allenarsi in casa, anche senza uso di attrezzi particolari. [N.d.R. per es: Esercizi online ideati dal  Corso di laurea in Scienze Motorie e il Laboratorio di Attività Motoria Adattata (LAMA) dell’Università di Pavia per facilitare la possibilità di allenarsi anche al proprio domicilio, https://www.youtube.com/playlist?list=PLihdBaXFbcCYrvo73BspACYMlZFXLeXOr ;

4.           qualcosa di più semplice? Accendi la radio e balla! Tieni un sottofondo musicale anche quando ti dedichi alle pulizie in casa per impiegare maggiore energia!

5.           sistemare gli scaffali, la dispensa, la cantina o il garage può rappresentare un’occasione di movimento.

6.           approfitta di questo tempo in più a casa per dedicati a degli hobbies come il giardinaggio ad esempio. Se hai un piccolo balcone o un giardino privato questo periodo è ottimale per iniziare a piantare peperoncino, fragole, prezzemolo, cipolle, aglio, carote ma anche lattuga e pomodoro.


19 marzo 2020

In tempi di Coronavirus riteniamo utile condividere conoscenze attendibili al fine di contrastare nel modo più efficace possibile l’emergenza che stiamo vivendo.

Un piccolo contributo pensiamo di fornirlo attraverso l’instant book del Virologo Prof. Fabrizio Pregliasco “COVID-19 che cos’è, come si trasmette, come comportarsi, come gestire la vita professionale e privata”, nel quale, in forma divulgativa, vengono riportate informazioni accreditate sulla pandemia in atto relativamente a svariati aspetti, dall’epidemiologia alla clinica, dalla limitazione del rischio di contagio a cosa fare in caso di sintomi sospetti fino alle cure a domicilio.

L’ebook è disponibile gratuitamente per il download al seguente link: https://www.semprepresenti.it/covid-19


07 marzo 2020

Anche se negli ultimi anni sono stati sviluppati farmaci in grado di limitare i danni della malattia, la prevenzione attraverso un cambio di dieta e un incremento dell’attività fisica sono le strategie principali per evitare e contrastare la malattia. Un ruolo importante nell’insorgenza della malattia è svolto dal sovrappeso e dall’obesità (soprattutto di tipo addominale) e da un’alimentazione sbilanciata, ricca di grassi saturi e zuccheri semplici (carboidrati).

Secondo i dati pubblicati nel 2017 dalla World Diabetes Federation nel mondo sono 415 milioni le persone che vivono con il diabete (1 adulto su 11) e questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040. In Italia, l’Istituto nazionale di statistica (Istat) stima che nel 2016 le persone con diabete sono oltre 3 milioni, cioè il 5,3% dell’intera popolazione.

Una malattia che è in continua crescita: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i diabetici nel mondo, oggi più di 346 milioni, sono destinati a raddoppiare entro il 2030. È per questo che è fondamentale prevenire l’insorgenza del diabete attraverso l’adozione di corretti stili di vita, che non costano nulla, ma hanno un ritorno più che positivo (fonte: Fondazione Umberto Veronesi).

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/diabete-si-combatte-tavola-e-con-lo-sport

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/cardiologia/dieta-e-attivita-fisica-allontanano-il-diabete


04 marzo 2020

Nel Rapporto Istisan si legge che la sedentarietà è responsabile del 14,6% di tutte le morti in Italia, pari a circa 88.200 casi all’anno, e di una spesa in termini di costi diretti sanitari di 1,6 miliardi di euro annui per le quattro patologie maggiormente imputabili ad essa (tumore della mammella e del colon-retto, diabete di tipo 2, coronaropatia). Un aumento dei livelli di attività fisica e l’adozione di stili di vita salutari determinerebbero un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) pari a oltre 2 miliardi e 300 mila euro in termini di prestazioni specialistiche e diagnostiche ambulatoriali, trattamenti ospedalieri e terapie farmacologiche evitate. (Fonte:ISS, 14 novembre 2018)

Fai clic per accedere a 18_9_web_rev.pdf

https://ec.europa.eu/commfrontoffice/publicopinion/index.cfm/survey/getsurveydetail/instruments/special/surveyky/2164

https://www.iss.it/


11 febbraio 2020

L’inattività fisica aumenta di oltre il 20% il rischio di malattie cardiovascolari (CVD). Tuttavia, in Europa, si stima che il 25% delle donne e il 22% degli uomini siano fisicamente inattivi. L’attività fisica è un modo efficace per proteggere il tuo cuore. Non è mai troppo tardi per iniziare e qualsiasi esercizio è meglio di nessuno, anche se di più è meglio. Queste sono le principali conclusioni del recente rapporto EHN (European Heart Network) sulle politiche di attività fisica per la salute cardiovascolare.

http://www.ehnheart.org/publications-and-papers/publications/1243:physical-activity-policies-for-cardiovascular-health.html


31 gennaio 2020

Il digiuno intermittente come parte di uno stile di vita sano (“Effetti del digiuno intermittente su salute, invecchiamento e malattia”, Rafael de Cabo, Ph.D., e Mark P. Mattson, Ph.D., 26 dicembre 2019 N Engl J Med 2019; 381: 2541-2551 DOI: 10.1056 / NEJMra1905136 )

Secondo i dati di una review pubblicata sul New England Journal of Medicine nel Dicembre 2019, il digiuno intermittente può apportare molteplici benefici alla salute. L’analisi dei dati ottenuti sull’uomo e sugli animali ha dimostrato come questa pratica possa influire sugli indicatori generali di salute e rallentare o invertire i processi di invecchiamento e patologici. Si è rilevato che gli effetti benefici del digiuno intermittente comportano uno switch metabolico e una resistenza allo stress cellulare. Diversi studi mostrano che il digiuno intermittente migliora la regolazione di glicemia, pressione sanguigna e frequenza cardiaca e sembra modificare i fattori di rischio associati a obesità e diabete. Due studi hanno evidenziato che, nonostante i soggetti esaminati abbiano perso la stessa quantità di peso in 6 mesi, quelli del gruppo 5:2 (2 giorni con un apporto massimo di 500-700 calorie nella settimana) hanno ottenuto un aumento nella sensibilità all’insulina e una più ampia riduzione del girovita rispetto alle donne che hanno ridotto il 25% dell’apporto calorico giornaliero. Il digiuno intermittente, inoltre, potrebbe apportare benefici anche in termini di cancro, infiammazione o salute del cervello. In un recente studio clinico randomizzato, una dieta ipocalorica di 2 anni ha migliorato la memoria in adulti sani. Sono necessarie ulteriori ricerche, ma qualora si confermasse un suo effetto positivo sulla memoria e sull’apprendimento, il digiuno intermittente potrebbe aiutare a prevenire la neuro-degenerazione o la demenza.

Uno degli autori della review, il dr Mattson, suggerisce ai medici di consigliare di ridurre gradualmente durata e frequenza dei periodi di digiuno nel corso di diversi mesi, sostenendo che “siamo a un punto di transizione in cui potremmo presto considerare l’aggiunta di informazioni sul digiuno intermittente al piano di studi della facoltà di Medicina insieme ai consigli standard su diete sane ed esercizio fisico”.

N Engl J Med. 2019. Doi: 10.1056/NEJMra1905136
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMra1905136


12 novembre 2019

Il bando #Conciliamo è stato riaperto ed è una misura volta a sostenere la realizzazione di progetti di Welfare Aziendale, i quali consentano ai datori di lavoro di sviluppare azioni in favore ai propri lavoratori venendo incontro ai loro bisogni e a quelli delle loro famiglie. La dotazione finanziaria dell’Avviso è confermata in 74 milioni di euro, la durata delle azioni progettuali è fissata in 24 mesi.

La richiesta di finanziamento per ciascuna iniziativa progettuale deve essere compresa tra un minimo e un massimo di euro, variabili a seconda della dimensione del soggetto proponente. Varia anche la percentuale di cofinanziamento richiesto.

L’accesso è consentito a:

  • imprese con meno di 10 dipendenti, le quali potranno chiedere un finanziamento compreso fra euro 15.000 ed euro 50.000;
  • imprese con meno di 50 dipendenti, le quali potranno chiedere un finanziamento compreso fra euro 30.000  ed euro 100.000;
  • imprese con un numero di dipendenti che va dalle 50 alle 250 unità, le quali potranno chiedere un finanziamento compreso fra euro 100.000 ed euro 300.000;
  • Grandi imprese con più di 250 dipendenti, le quali potranno chiedere un finanziamento compreso tra un minimo di euro 250mila e un massimo di euro 1.500.000.

Il soggetto proponente deve contribuire ai costi del progetto con risorse finanziarie rispettivamente pari ad almeno il 10% , 15% , 20% e 30% del totale dell’importo richiesto ovvero con risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto proponente quantificabili nella percentuale suddetta.

Gli obiettivi del Bando sono:

  • crescita della natalità;
  • riequilibrio tra i carichi di cura tra uomini e donne;
  • incremento dell’occupazione femminile;
  • contrasto dell’abbandono degli anziani;
  • supporto della famiglia in presenza di componenti disabili;
  • tutela della salute.

Per accedere al finanziamento di cui al presente Avviso occorre presentare la domanda, a pena di irricevibilità, entro le ore 12,00 del 18 dicembre 2019, via PEC all’indirizzo: conciliamo@pec.governo.it.

Il Bando può rappresentare una grande opportunità per l’azienda, grazie ad esso si potranno inserire all’interno delle imprese Italiane delle politiche aziendali meritevoli e virtuose capaci di aumentare la produttività, migliorando il clima organizzativo e contribuendo al benessere dei lavoratori e della comunità.

Il Team WinJob è specializzato nella progettazione, implementazione, gestione ed erogazione di servizi di Corporate Wellness & Welfare Aziendale e potrà dunque supportarvi nella realizzazione del piano di Welfare Aziendale da inserire nella domanda di finanziamento.

(http://famiglia.governo.it/it/notizie/notizie/avvisi-e-bandi/nuovo-avviso-conciliamo/ link ove è possibile scaricare tutta la documentazione necessaria)


05 novembre 2019

GLOBAL PLAN OF ACTION TO PROMOTE PHYSICAL ACTIVITY

With the publication of the first Global Plan of Action to Promote Physical Activity – More active people for a healthier world – the World Health Organization responds to the request of governments to have updated guidelines on effective policies to increase physical activity throughout the population and, especially, in groups most at risk of physical inactivity and sedentariness, such as adult and adolescent women. The WHO has, in fact, supported the desire of the various nations to have new guidelines that can improve the quantity and quality of physical activity among the entire population. The objectives are to build an increasingly active and healthy society as regular physical activity has been shown to help prevent non-communicable diseases (NCDs) including hypertension, overweight and obesity, as well as having a positive impact on mental health, quality of life and well-being.

Fai clic per accedere a 9789241514187-eng.pdf


15 ottobre 2019

INATTIVITA’ FISICA, VERA PANDEMIA…

Nella Regione europea dell’OMS l’inattività fisica è responsabile ogni anno di un milione di decessi (il 10% circa del totale) e di 8,3 milioni di anni persi al netto della disabilità (Disability adjusted life years, DALY).
Si stima che siano imputabili all’inattività fisica il 5% delle affezioni coronariche, il 7% dei casi di diabete di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori del colon. Inoltre, molti paesi della Regione hanno visto aumentare, negli ultimi decenni, le percentuali relative al numero di persone sovrappeso e obese. In 46 paesi (l’87% della Regione), oltre la metà degli adulti sono sovrappeso od obesi.

Interagire con il proprio ambiente attraverso le varie forme di movimento, a tutte le età, contribuisce in modo significativo a preservare lo stato di salute inteso, nell’accezione dell’OMS, come stato di benessere fisico, psichico e sociale.

Esiste un legame diretto tra la quantità di attività fisica e la speranza di vita, ragione per cui le popolazioni fisicamente più attive tendono a essere più longeve di quelle inattive.

http://www.salute.gov.it

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close