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04 maggio 2020

MASCHERINE E GUANTI: istruzioni per un uso corretto

A cura del DR. Dante Alpi – Medico di Medicina Generale, membro Team WinJob

Fra obblighi e indicazioni in ordine sparso, le persone hanno bisogno di sapere come usare correttamente mascherine e guanti per ridurre davvero il rischio di contagio da nuovo Coronavirus.

Credere che le mascherine funzionino sempre e comunque, a prescindere dal modello e da come vengono utilizzate, costituisce elemento di rischio; infatti, indossare la mascherina potrebbe indurre nelle persone un senso di falsa sicurezza portandole a prestare meno attenzione ad altri aspetti comportamentali, come  opportunamente ci ricorda l’OMS ed il Ministero della Salute (lavaggio accurato delle mani con acqua e sapone o gel su base alcolica, evitare luoghi affollati, coprire bocca e naso con fazzoletti monouso quando si starnutisce o tossisce o usare la piega del gomito, evitare contatti ravvicinati mantenendo la distanza di almeno un metro, evitare le strette di mano e gli abbracci, non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, in presenza di sintomi simil-influenzali restare a casa contattando il medico).

Esistono diversi tipi di mascherine che si differenziano soprattutto per la dimensione delle particelle infettive che sono in grado di filtrare. Le tipologie che si trovano in commercio sono due: la classica mascherina “chirurgica” e le maschere FFP1-2-3. [Dotti G, “Stiamo calmi con le mascherine: ecco il parere della scienza sull’efficacia”. Wired, 31 gennaio 2020; Center for Disease Control and Prevention. “Understanding the difference”. Consultato il 18 marzo 2020].

La mascherina “chirurgica” è la tipologia più semplice, non è considerata Dispositivo di Protezione Individuale poiché non provvista di filtro, è costituita da un insieme di strati di tessuto-non-tessuto che formano una barriera alle goccioline liquide, ma permeabile all’aria. È riservata a tutta la popolazione circolante (lavoratori, forze dell’ordine, uffici aperti al pubblico, addetti alla vendita di alimentari). Può rivelarsi utile ma non dà alcuna garanzia di protezione dal contagio, poiché è stata concepita soprattutto per proteggere non tanto chi la sta indossando, quanto le persone che stanno intorno. La funzione di schermo dalle goccioline di saliva, infatti, è adeguata quando questi liquidi escono dalla bocca o dal naso di chi la indossa, mentre funziona molto peggio come barriera d’ingresso, proprio per le aperture che inevitabilmente restano.

L’altro tipo di maschera, noto sia come respiratore di sicurezza sia come maschera anti-inquinamento con o senza valvola di esalazione, è adatto all’uso sanitario ed in base alla capacità filtrante delle particelle sospese nell’aria si distingue in FFP1 (72%), FFP2 (92%) e FFP3 (98%). In apparenza, dunque, questa seconda soluzione sembrerebbe più efficace della semplice mascherina “chirurgica”, ma in realtà entrambe le tipologie presentano una serie di criticità. Sul New Scientist, ad esempio, si legge che anche nella migliore delle ipotesi “indossare una mascherina può aiutare, ma non garantisce una protezione totale” [Hamzelou J, “Can an N95 face mask protect you from catching the new coronavirus?”. New Scientist, 27 gennaio 2020]. I respiratori di sicurezza, inoltre, non possono essere utilizzati da individui che hanno la barba o dai bambini perché è difficile ottenere una misura adeguata.

La presenza della valvola o meno non è un elemento di secondaria importanza poiché, mentre DPI senza valvola proteggono chi li indossa e gli altri, quelli con valvola proteggono solo chi li indossa in relazione al fatto che la valvola ha un flusso monodirezionale in uscita. La valvola serve a garantire maggiore comfort, ad evitare la formazione di condensa interna, a non appannare gli occhiali e a favorire le fasi di respirazione, ma è sconsigliata in pazienti malati o potenzialmente malati per evitare il contagio.

  • Le FFP2 senza valvola vengono utilizzate dai medici di famiglia e di continuità assistenziale (in presenza di quadro clinico sospetto in abbinamento ad occhiali e guanti monouso, altrimenti è utilizzabile anche la mascherina “chirurgica”) e dalle forze dell’ordine (in interventi di emergenza ed in assistenza ai soccorritori in abbinamento ad occhiali e guanti monouso).
  • Le FFP2 con valvola vengono utilizzate dai soccorritori (118, Croce Rossa, ecc.) in presenza di pazienti potenzialmente contagianti.
  • Le FFP3 con valvola vengono utilizzate da medici ed infermieri nei reparti di terapia intensiva e di malattie infettive in presenza di pazienti contagiati.
  • Le FFP3 senza valvola sono mascherine che garantiscono elevata protezione sia per chi le indossa che per i contatti, ma essendo prive di valvola sono caratterizzate da un minor comfort nell’indossarle (formazione di condensa interna, appannamento degli occhiali, respirazione più difficoltosa).

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Uno studio condotto in modo metodologicamente rigoroso pubblicato nel 2015 ha messo a confronto la mascherina “chirurgica” ed i respiratori di sicurezza evidenziando che la protezione garantita dalla mascherina “chirurgica” è molto inferiore, sostanzialmente non sufficiente e, addirittura, potenzialmente dannosa” [MacIntyre CR, Seale H, Dung TC, et al. “A cluster randomised trial of cloth masks compared with medical masks in healthcare workers”. BMJ Open 2015;5:e006577].

E’ comunque vero, come espresso in un documento della National Academy of Science statunitense nel 2006, che una protezione anche imperfetta può essere preferibile a nessuna protezione sempre che indossare una mascherina non spinga a comportamenti irresponsabili o poco attenti alla propria sicurezza [Bailar JC, Burke DS, Brosseau LM, et al. “Reusability of facemasks during an influenza pandemic”. Institute of Medicine, National Academies Press, Washington [DC]. 2006].

Le mascherine devono essere prima di tutto utilizzate da chi presenta sintomi di infezione respiratoria come tosse, raffreddore o febbre per evitare di contagiare le persone che si hanno intorno. Ancora più importante, però, in questo caso è evitare di uscire di casa e di stare vicini ad altre persone.

Se si ha bisogno di utilizzare una mascherina, è importante sapere come indossarla nel modo corretto, come comportarsi quando la si ha addosso e come smaltirla, per evitare che sia inefficace o che possa essere addirittura dannosa. A questo proposito di seguito una lista dei giusti comportamenti da seguire [elaborato da World Health Organization. “Coronavirus disease (COVID-19) advice for the public: When and how to use masks”; Fondazione Umberto Veronesi  Veronesi, “Coronavirus, mascherine e guanti: istruzioni per un uso corretto”, A. Collino; FNOMCeO, “Dottore , ma è vero che…?”, R. De Fiore, 18.03.20; Corriere della Sera, “Mascherine: come sono fate, a cosa servono, cosa filtrano e come riutilizzarle”, M. Gabanelli, 08.04.20].

  • Prima di indossare la mascherina, legarsi i capelli ed evitare di indossare catenine ed orecchini (in modo che si riducano i motivi per andare a toccare capo e viso anche, e soprattutto, in maniera impulsiva).
  • Prima di indossare mascherina e guanti, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone (per 40-60 sec palmo e dorso delle mani, aree interdigitali, pollici e polpastrelli) o, se non possibile, con una soluzione/gel idroalcolica al 70% (per 20-30 sec).
  • Si indossa prima la mascherina e poi i guanti (poiché nell’indossare la mascherina andremo a toccare il viso ed avremo bisogno di rilavare le mani; evitare di indossare prima i guanti poiché, sottoponendoli al lavaggio, non viene più garantita dai produttori l’impermeabilità del prodotto, essendo quest’ultimo monouso e da lavare il meno possibile).
  • Si prende la mascherina attraverso gli elastici o i lacci (questi ultimi da preferire per la possibilità di regolare in maniera personalizzata l’adesione della mascherina al volto; se si usano degli elastici ed il volto è piccolo è utile far fare un giro agli elastici per ridurne la lunghezza e poi li si posizionano intorno all’orecchio); è necessario ricercare la migliore aderenza possibile (sotto il mento non ci deve essere spazio e sopra il naso si spinge sul ferretto); evitare, sempre, di toccare l’esterno della mascherina con naso e bocca.
  • Lavarsi nuovamente le mani prima di indossare i guanti.
  • Una volta indossati questi dispositivi non vanno tolti più fin quando non si è finita l’attività che dobbiamo fare e per tutto il tempo in cui siamo esposti ad un rischio, o possiamo esporre gli altri ad un rischio; il naso e la bocca debbono sempre rimanere coperti dalla mascherina.
  • Sostituire la mascherina con una nuova non appena è umida, per uno starnuto o per essere entrata in contatto con la saliva.
  • Se ci si deve soffiare il naso, togliere i guanti (o se li teniamo occorre disinfettarli prima di portarli a contatto con il volto), poi la mascherina attraverso i lacci, poi rilavare le mani con acqua e sapone (o, se non possibile, utilizzare la soluzione idroalcolica), rindossare la mascherina evitando di contaminarla, nuova disinfezione delle mani con la soluzione idroalcolica e continuare così in assenza di altri guanti, oppure si rindossare i guanti disinfettandoli con soluzione idroalcolica (questa procedura macchinosa è necessaria per essere sicuri di non aver contaminato i guanti attraverso il contatto con il capo ed il viso, altrimenti meglio non indossare i guanti ed utilizzare direttamente la soluzione idroalcolica sulle mani).
  • Una volta tornati a casa dovremo rilavarci le mani dopo aver tolto i guanti con una precisa procedura (pizzicare la superficie esterna di un guanto con l’altro guanto, sfilare il guanto, con la mano libera si infila un dito all’interno della mano che ha il guanto residuo toccando solo la superficie interna senza toccare la parte esterna e si toglie senza contaminarsi) che comunque non ci potrà garantire da una contaminazione.
  • Togliere la mascherina utilizzando gli elastici o i lacci senza toccare la sua parte anteriore e poi gettarla immediatamente in un contenitore chiuso; lavarsi di nuovo le mani dopo aver gettato la mascherina.
  • Se la mascherina è “chirurgica” è monouso e, quindi, non riutilizzabile e non va lavata o sottoposta all’azione di solventi in quanto questo ne pregiudica l’impermeabilizzazione; qualora ce ne fosse carenza in situazione di emergenza, si può riutilizzare occasionalmente appendendola in un punto della casa dove non venga a contatto con nessuno, per almeno 3-4 giorni, in attesa che la carica virale si riduca spontaneamente (l’efficacia della mascherina non sarà, comunque, identica a prima e, quindi, sarà ancora più cruciale mantenere sempre le distanze di sicurezza.
  • Se si dispone di mascherine di cotone “certificate” queste possono essere riutilizzate dopo lo stesso trattamento descritto per le mascherine “chirurgiche”, oppure dopo lavaggio in lavatrice e stiratura con ferro a vapore che ne ripristina lo strato di impermeabilizzazione (alcune decine di riutilizzi in base al materiale adoperato ed alle indicazioni del fabbricante). I soggetti destinati al loro uso sono gli stessi delle mascherine “chirurgiche”.
  • Se si dispone di mascherine FFP (respiratori di sicurezza o filtranti facciali) occorre verificare se sono monouso (sigla NR, non riusabili) o riusabili (sigla R), sempre che non ci sia un’evidente usura del materiale, attraverso 1) esposizione a temperatura >60° in ambiente umido (come indicato dall’Istituto Statunitense NIOSH per il SARS-COV2) come può essere attuato tramite il vapore del ferro da stiro, 2) esposizione a raggi ultravioletti, 3) trattamento con spray a base di soluzioni idroalcoliche al 60/70% (quest’ultimo trattamento sembra il più promettente in termini di penetrazione di tutti gli strati della mascherina mantenimento delle proprietà meccaniche , inclusa la forma. È comunque necessario sottolineare che non sono metodi di cui sia accertata con sicurezza l’effettiva validità.
  • Considerata la scarsa disponibilità e soprattutto l’elevato consumo di mascherine chirurgiche o del tipo FFP, sono state proposte soluzioni più o meno artigianali: mascherine protettive di materiali diversi e confezionate in casa o da laboratori di sartoria, spesso mossi dalla solidarietà nei confronti dei cittadini sani o malati che non dispongono di questi dispositivi di protezione. La letteratura scientifica, sulla base delle ricerche condotte in questi anni, è unanime nel sottolineare quanto espresso qualche anno fa in un documento della National Academy of Science statunitense: solo particolari materiali con una trama altamente filtrante si avvicinano a garantire il massimo dell’efficienza possibile [Bailar JC, Burke DS, Brosseau LM, et al. “Reusability of facemasks during an influenza pandemic”. Institute of Medicine, National Academies Press, Washington [DC]. 2006]. Garanzie ancora minori della mascherina “chirurgica” possiamo attenderci da mascherine cucite a mano in modo non professionale o fatte in casa.

In conclusione, ricordare sempre che nessun dispositivo di barriera garantisce la sicurezza assoluta e la precauzione migliore è sempre quella di mantenere l’assoluta igiene delle mani e il rispetto della necessaria distanza da altre persone (almeno un metro e, possibilmente, due).

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30 aprile 2020

#MANTENIAMOCI ATTIVI

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L’attività fisica ha un ruolo prioritario per la salute psicofisica, aiutando a prevenire una serie di malattie, evitando che peggiorino e mantenendo il peso giusto per il proprio fisico. Nell’attuale situazione di emergenza dovuta alla pandemia da Coronavirus i comportamenti sedentari, e in generale lo stare seduti per molte ore al giorno, possono contribuire ad aumentare il rischio di sovrappeso e di problemi osteoarticolari, agire sul livello del colesterolo e della pressione, causare disturbi del sonno e dell’alimentazione, comportamenti aggressivi, irritabilità, difficoltà di concentrazione e attenzione.

Con l’esercizio fisico si scaricano le tensioni accumulate (con una riduzione dell’agitazione e della conflittualità), aumentano le energie e lo stato di benessere generale, migliora la qualità del sonno, l’autostima, la fiducia in se stessi.

Per tale motivo, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), tramite l’iniziativa “#Manteniamoci attivi, anche a casa!” rende disponibili delle schede scaricabili e una serie di approfondimenti con link utili per trarre spunto su come fare attività fisica a casa in base alle diverse fasce di età (*).

Le schede e gli approfondimenti sono tarati sulla base delle indicazioni fornite dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) su quanta attività fisica andrebbe svolta in base all’età:

EPIC1EPIC2EPIC3*disponibile al link: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-stili-vita-attivita-fisica


28 aprile 2020

LAVORARE MEGLIO IN SMART WORKING

Lo smart working sta dando prova di essere lo strumento in grado di conciliare, più di qualsiasi altro, le esigenze di continuità dei processi produttivi delle imprese con quelle di tutela della salute dei lavoratori nel contesto dell’emergenza sanitaria scatenata dal “Covid19”. Una nuova realtà che però, potrebbe rivelarsi piena di insidie per la nostra salute. Lunghi periodi di lavoro sedentario, mancanza di esercizio fisico, lavoro in isolamento e lo stress rappresentano solo alcuni dei rischi associati a tale modalità di lavoro che possono avere ripercussioni sulla salute muscoloscheletrica e mentale dei lavoratori. Leggi questo piccolo contributo, fornisce semplici consigli utili per i lavoratori che operano in modalità smart working.

Fonte:https: https://osha.europa.eu/en/themes/musculoskeletal-disorders/practical-tools-musculoskeletal-disorders/working-comfortable-home

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24 marzo 2020

#iorestoacasa CONSIGLI NUTRIZIONALI DURANTE L’EMERGENZA DA CORONAVIRUS

In tempi di Coronavirus il Team WinJob ritiene utile condividere informazioni attendibili al fine di contrastare nel modo più efficace possibile l’emergenza che stiamo vivendo. L’indicazione data dalle autorità, per combattere l’emergenza sanitaria da Coronavirus, invita la popolazione a rimanere il più possibile a casa per ridurre le possibilità di contagio. Un piccolo contributo pensiamo di fornirlo segnalando l’iniziativa di Smarfood, programma di comunicazione in scienze della nutrizione dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia), che ha individuato dei consigli Smart in ambito nutrizionale per tutti gli italiani che dovranno rivedere il proprio modo di vivere, trascorrendo molta parte del proprio tempo in casa al fine di mantenersi in salute.

  • Continua a fare una spesa intelligente! Non c’è alcun bisogno di fare scorte eccessive di cibo, soprattutto di biscotti, dolci e prodotti da forno salati! Evita il più possibile gli sprechi!
  • Acquista prodotti freschi come frutta e verdura: fai in modo di avere a disposizione, se possibile, almeno due porzioni al giorno di frutta e due di verdura.
  • Con la farina integrale possiamo preparare del pane fatto in casa, un’ottima idea per coinvolgere anche i più piccoli.
  • La carne, in un’alimentazione sana, è consigliata da 0-3 volte a settimana, le scorte di cotolette e di altri prodotti pronti a base di carne non trovano alcuna giustificazione nemmeno dal punto di vista nutrizionale. Non è necessario neanche fare scorte di salumi.
  • Non dimentichiamoci del pesce! Anche quello surgelato è adeguato, mantiene caratteristiche nutrizionali paragonabili al fresco. Il pesce conservato è ricco di sale, ma una volta a settimana può essere consumato, meglio preferire lo sgombro in scatola che rispetto al tonno conserva gli omega-3.
  • Tra le altre fonti proteiche, includi nella tua alimentazione i formaggi, meglio freschi e magri, e le uova.
  • Per aderire ad un’alimentazione sana tieni sempre presente il modello del piatto SMART! Non esagerare con le porzioni, specie se il tuo stile di vita in questo periodo sarà maggiormente sedentario.
  • Mettiti alla prova! Sperimenta nuovi abbinamenti di spezie ed erbe aromatiche per dare sapore ai tuoi piatti, puoi provare anche con succo o scorza di limone o arancia per limitare il consumo di sale. Studi dimostrano come siano sufficienti circa dieci giorni per disabituare il palato ad un gusto eccessivamente sapido o dolce.
  • Attenzione ai vizi, non fumare e segui le raccomandazioni per una sana alimentazione che invitano a non bere. Se si vuole consumare alcol, non si deve superare 1 unità alcolica al giorno per la donna e 2 per l’uomo (1 unità alcolica corrisponde ad un bicchiere di vino dal 125 ml o ad una birra da 330 ml).
  • Approfitta dei minori impegni quotidiani per cenare prima del solito alla sera, in modo da allungare il più possibile la finestra di tempo tra il pasto serale e la prima colazione.

https://smartfood.ieo.it/food-science/evidenze-e-news/consigli-nutrizionali-attivita-in-casa-emergenza-coronavirus/


21 marzo 2020

#iorestoacasa – CONSIGLI PER LE ATTIVITA’ DA FARE IN CASA DURANTE L’EMERGENZA DA CORONAVIRUS

Esiste un legame diretto tra la quantità di attività fisica e la speranza di vita, ragione per cui le popolazioni fisicamente più attive tendono a essere più longeve di quelle inattive. È quanto delineano le “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione” (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2828_allegato.pdf), redatte a cura del Ministero della Salute. Le linee di indirizzo sottolineano la rilevanza dell’attività fisica per la popolazione generale e la necessità che tutti pratichino attività fisica, soprattutto integrata nella vita quotidiana.

Nella Regione europea dell’OMS l’inattività fisica è responsabile ogni anno di un milione di decessi (il 10% circa del totale) e di 8,3 milioni di anni persi al netto della disabilità (Disabilityadjusted life years, DALY). Si stima che siano imputabili all’inattività fisica il 5% delle affezioni coronariche, il 7% dei casi di diabete di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori del colon. Inoltre, molti paesi della Regione hanno visto aumentare, negli ultimi decenni, le percentuali relative al numero di persone sovrappeso e obese. In 46 paesi (l’87% della Regione), oltre la metà degli adulti sono sovrappeso od obesi.

In tempi di Coronavirus il Team WinJob ritiene utile condividere informazioni attendibili al fine di contrastare nel modo più efficace possibile l’emergenza che stiamo vivendo. L’indicazione data dalle autorità, per combattere l’emergenza sanitaria da Coronavirus, invita la popolazione a rimanere il più possibile a casa per ridurre le possibilità di contagio. In piccolo contributo pensiamo di fornirlo segnalando l’iniziativa di Smarfood, programma di comunicazione in scienze della nutrizione dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia), ha individuato dei consigli Smart in ambito motorio per tutti gli italiani che dovranno rivedere il proprio modo di vivere, trascorrendo molta parte del proprio tempo in casa al fine di mantenersi in salute.

Cerca di mantenerti fisicamente attivo come meglio puoi!

Anche se ti ritrovi a passare il tuo tempo in uno spazio piuttosto limitato, sono tante le cose che puoi fare in casa per incrementare il movimento:

1.           se lavori al pc da casa, ogni tanto fai una pausa, sgranchisci le gambe, fai due passi e magari qualche esercizio di stretching;

2.           se hai una cyclette o un tapis roulant, togli polvere e vestiti e inizia (o continua) ad usarli per fare un po’ di attività cardio. Parti da un’intensità bassa ed aumenta gradualmente, fai la stessa cosa anche per il tempo che dedichi a questa attività;

3.           molti istruttori di fitness o di altre discipline sportive stanno proponendo dei video per allenarsi in casa, anche senza uso di attrezzi particolari. [N.d.R. per es: Esercizi online ideati dal  Corso di laurea in Scienze Motorie e il Laboratorio di Attività Motoria Adattata (LAMA) dell’Università di Pavia per facilitare la possibilità di allenarsi anche al proprio domicilio, https://www.youtube.com/playlist?list=PLihdBaXFbcCYrvo73BspACYMlZFXLeXOr ;

4.           qualcosa di più semplice? Accendi la radio e balla! Tieni un sottofondo musicale anche quando ti dedichi alle pulizie in casa per impiegare maggiore energia!

5.           sistemare gli scaffali, la dispensa, la cantina o il garage può rappresentare un’occasione di movimento.

6.           approfitta di questo tempo in più a casa per dedicati a degli hobbies come il giardinaggio ad esempio. Se hai un piccolo balcone o un giardino privato questo periodo è ottimale per iniziare a piantare peperoncino, fragole, prezzemolo, cipolle, aglio, carote ma anche lattuga e pomodoro.

 


19 marzo 2020

In tempi di Coronavirus riteniamo utile condividere conoscenze attendibili al fine di contrastare nel modo più efficace possibile l’emergenza che stiamo vivendo.

Un piccolo contributo pensiamo di fornirlo attraverso l’instant book del Virologo Prof. Fabrizio Pregliasco “COVID-19 che cos’è, come si trasmette, come comportarsi, come gestire la vita professionale e privata”, nel quale, in forma divulgativa, vengono riportate informazioni accreditate sulla pandemia in atto relativamente a svariati aspetti, dall’epidemiologia alla clinica, dalla limitazione del rischio di contagio a cosa fare in caso di sintomi sospetti fino alle cure a domicilio.

L’ebook è disponibile gratuitamente per il download al seguente link: https://www.semprepresenti.it/covid-19

 


07 marzo 2020

Anche se negli ultimi anni sono stati sviluppati farmaci in grado di limitare i danni della malattia, la prevenzione attraverso un cambio di dieta e un incremento dell’attività fisica sono le strategie principali per evitare e contrastare la malattia. Un ruolo importante nell’insorgenza della malattia è svolto dal sovrappeso e dall’obesità (soprattutto di tipo addominale) e da un’alimentazione sbilanciata, ricca di grassi saturi e zuccheri semplici (carboidrati).

Secondo i dati pubblicati nel 2017 dalla World Diabetes Federation nel mondo sono 415 milioni le persone che vivono con il diabete (1 adulto su 11) e questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040. In Italia, l’Istituto nazionale di statistica (Istat) stima che nel 2016 le persone con diabete sono oltre 3 milioni, cioè il 5,3% dell’intera popolazione.

Una malattia che è in continua crescita: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i diabetici nel mondo, oggi più di 346 milioni, sono destinati a raddoppiare entro il 2030. È per questo che è fondamentale prevenire l’insorgenza del diabete attraverso l’adozione di corretti stili di vita, che non costano nulla, ma hanno un ritorno più che positivo (fonte: Fondazione Umberto Veronesi).

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/diabete-si-combatte-tavola-e-con-lo-sport

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/cardiologia/dieta-e-attivita-fisica-allontanano-il-diabete


04 marzo 2020

Nel Rapporto Istisan si legge che la sedentarietà è responsabile del 14,6% di tutte le morti in Italia, pari a circa 88.200 casi all’anno, e di una spesa in termini di costi diretti sanitari di 1,6 miliardi di euro annui per le quattro patologie maggiormente imputabili ad essa (tumore della mammella e del colon-retto, diabete di tipo 2, coronaropatia). Un aumento dei livelli di attività fisica e l’adozione di stili di vita salutari determinerebbero un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) pari a oltre 2 miliardi e 300 mila euro in termini di prestazioni specialistiche e diagnostiche ambulatoriali, trattamenti ospedalieri e terapie farmacologiche evitate. (Fonte:ISS, 14 novembre 2018)

Fai clic per accedere a 18_9_web_rev.pdf

https://ec.europa.eu/commfrontoffice/publicopinion/index.cfm/survey/getsurveydetail/instruments/special/surveyky/2164

https://www.iss.it/


11 febbraio 2020

L’inattività fisica aumenta di oltre il 20% il rischio di malattie cardiovascolari (CVD). Tuttavia, in Europa, si stima che il 25% delle donne e il 22% degli uomini siano fisicamente inattivi. L’attività fisica è un modo efficace per proteggere il tuo cuore. Non è mai troppo tardi per iniziare e qualsiasi esercizio è meglio di nessuno, anche se di più è meglio. Queste sono le principali conclusioni del recente rapporto EHN (European Heart Network) sulle politiche di attività fisica per la salute cardiovascolare.

http://www.ehnheart.org/publications-and-papers/publications/1243:physical-activity-policies-for-cardiovascular-health.html

 


31 gennaio 2020

Il digiuno intermittente come parte di uno stile di vita sano (“Effetti del digiuno intermittente su salute, invecchiamento e malattia”, Rafael de Cabo, Ph.D., e Mark P. Mattson, Ph.D., 26 dicembre 2019 N Engl J Med 2019; 381: 2541-2551 DOI: 10.1056 / NEJMra1905136 )

Secondo i dati di una review pubblicata sul New England Journal of Medicine nel Dicembre 2019, il digiuno intermittente può apportare molteplici benefici alla salute. L’analisi dei dati ottenuti sull’uomo e sugli animali ha dimostrato come questa pratica possa influire sugli indicatori generali di salute e rallentare o invertire i processi di invecchiamento e patologici. Si è rilevato che gli effetti benefici del digiuno intermittente comportano uno switch metabolico e una resistenza allo stress cellulare. Diversi studi mostrano che il digiuno intermittente migliora la regolazione di glicemia, pressione sanguigna e frequenza cardiaca e sembra modificare i fattori di rischio associati a obesità e diabete. Due studi hanno evidenziato che, nonostante i soggetti esaminati abbiano perso la stessa quantità di peso in 6 mesi, quelli del gruppo 5:2 (2 giorni con un apporto massimo di 500-700 calorie nella settimana) hanno ottenuto un aumento nella sensibilità all’insulina e una più ampia riduzione del girovita rispetto alle donne che hanno ridotto il 25% dell’apporto calorico giornaliero. Il digiuno intermittente, inoltre, potrebbe apportare benefici anche in termini di cancro, infiammazione o salute del cervello. In un recente studio clinico randomizzato, una dieta ipocalorica di 2 anni ha migliorato la memoria in adulti sani. Sono necessarie ulteriori ricerche, ma qualora si confermasse un suo effetto positivo sulla memoria e sull’apprendimento, il digiuno intermittente potrebbe aiutare a prevenire la neuro-degenerazione o la demenza.

Uno degli autori della review, il dr Mattson, suggerisce ai medici di consigliare di ridurre gradualmente durata e frequenza dei periodi di digiuno nel corso di diversi mesi, sostenendo che “siamo a un punto di transizione in cui potremmo presto considerare l’aggiunta di informazioni sul digiuno intermittente al piano di studi della facoltà di Medicina insieme ai consigli standard su diete sane ed esercizio fisico”.

N Engl J Med. 2019. Doi: 10.1056/NEJMra1905136
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMra1905136


12 novembre 2019

Il bando #Conciliamo è stato riaperto ed è una misura volta a sostenere la realizzazione di progetti di Welfare Aziendale, i quali consentano ai datori di lavoro di sviluppare azioni in favore ai propri lavoratori venendo incontro ai loro bisogni e a quelli delle loro famiglie. La dotazione finanziaria dell’Avviso è confermata in 74 milioni di euro, la durata delle azioni progettuali è fissata in 24 mesi.

La richiesta di finanziamento per ciascuna iniziativa progettuale deve essere compresa tra un minimo e un massimo di euro, variabili a seconda della dimensione del soggetto proponente. Varia anche la percentuale di cofinanziamento richiesto.

L’accesso è consentito a:

  • imprese con meno di 10 dipendenti, le quali potranno chiedere un finanziamento compreso fra euro 15.000 ed euro 50.000;
  • imprese con meno di 50 dipendenti, le quali potranno chiedere un finanziamento compreso fra euro 30.000  ed euro 100.000;
  • imprese con un numero di dipendenti che va dalle 50 alle 250 unità, le quali potranno chiedere un finanziamento compreso fra euro 100.000 ed euro 300.000;
  • Grandi imprese con più di 250 dipendenti, le quali potranno chiedere un finanziamento compreso tra un minimo di euro 250mila e un massimo di euro 1.500.000.

Il soggetto proponente deve contribuire ai costi del progetto con risorse finanziarie rispettivamente pari ad almeno il 10% , 15% , 20% e 30% del totale dell’importo richiesto ovvero con risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto proponente quantificabili nella percentuale suddetta.

Gli obiettivi del Bando sono:

  • crescita della natalità;
  • riequilibrio tra i carichi di cura tra uomini e donne;
  • incremento dell’occupazione femminile;
  • contrasto dell’abbandono degli anziani;
  • supporto della famiglia in presenza di componenti disabili;
  • tutela della salute.

Per accedere al finanziamento di cui al presente Avviso occorre presentare la domanda, a pena di irricevibilità, entro le ore 12,00 del 18 dicembre 2019, via PEC all’indirizzo: conciliamo@pec.governo.it.

Il Bando può rappresentare una grande opportunità per l’azienda, grazie ad esso si potranno inserire all’interno delle imprese Italiane delle politiche aziendali meritevoli e virtuose capaci di aumentare la produttività, migliorando il clima organizzativo e contribuendo al benessere dei lavoratori e della comunità.

Il Team WinJob è specializzato nella progettazione, implementazione, gestione ed erogazione di servizi di Corporate Wellness & Welfare Aziendale e potrà dunque supportarvi nella realizzazione del piano di Welfare Aziendale da inserire nella domanda di finanziamento.

(http://famiglia.governo.it/it/notizie/notizie/avvisi-e-bandi/nuovo-avviso-conciliamo/ link ove è possibile scaricare tutta la documentazione necessaria)


05 novembre 2019

GLOBAL PLAN OF ACTION TO PROMOTE PHYSICAL ACTIVITY

With the publication of the first Global Plan of Action to Promote Physical Activity – More active people for a healthier world – the World Health Organization responds to the request of governments to have updated guidelines on effective policies to increase physical activity throughout the population and, especially, in groups most at risk of physical inactivity and sedentariness, such as adult and adolescent women. The WHO has, in fact, supported the desire of the various nations to have new guidelines that can improve the quantity and quality of physical activity among the entire population. The objectives are to build an increasingly active and healthy society as regular physical activity has been shown to help prevent non-communicable diseases (NCDs) including hypertension, overweight and obesity, as well as having a positive impact on mental health, quality of life and well-being.

Fai clic per accedere a 9789241514187-eng.pdf

 


15 ottobre 2019

INATTIVITA’ FISICA, VERA PANDEMIA…

Nella Regione europea dell’OMS l’inattività fisica è responsabile ogni anno di un milione di decessi (il 10% circa del totale) e di 8,3 milioni di anni persi al netto della disabilità (Disability adjusted life years, DALY).
Si stima che siano imputabili all’inattività fisica il 5% delle affezioni coronariche, il 7% dei casi di diabete di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori del colon. Inoltre, molti paesi della Regione hanno visto aumentare, negli ultimi decenni, le percentuali relative al numero di persone sovrappeso e obese. In 46 paesi (l’87% della Regione), oltre la metà degli adulti sono sovrappeso od obesi.

Interagire con il proprio ambiente attraverso le varie forme di movimento, a tutte le età, contribuisce in modo significativo a preservare lo stato di salute inteso, nell’accezione dell’OMS, come stato di benessere fisico, psichico e sociale.

Esiste un legame diretto tra la quantità di attività fisica e la speranza di vita, ragione per cui le popolazioni fisicamente più attive tendono a essere più longeve di quelle inattive.

http://www.salute.gov.it

 

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